WPO ||| world photography organisation

http://it.worldphoto.org/images/competition-entry-gallery/?MemberID=113210&CompetitionID=66

ai confini della realtà

La fotografia street è figlia prima della straight di Paul Strand, con la differenza che oggi non ci interessa far vedere agli altri giusto quel che c’era davanti all’apparecchio, usiamo gli strumenti a nostra disposizione ora per dire qualcosa. Noi siamo oggi, fraintesi e combattuti, di fronte alla possibilità di non preoccuparci mai del mezzo; perché la fotografia oggi non è più un esercizio di abilità, ma un modo nuovo per descrivere ciò che c’è. Niente di tutto ciò che La Fotografia ha fatto fino ad ora, fotolitismo incluso, ha le possibilità e le libertà democratiche che Il Digitale permette oggi a Noi. La generazione di immagini che si affaccia alle nostre porte, conseguente ai padri che rinnega, è la prima libera di esprimere soltanto
ciò che pensa.

E ci voleva un occhio sensibile per dirvi che siamo assurdi? Un occhio estraniato che fissa, duramente, la società. E giochiamo ogni giorno a non immedesimarci in noi stessi, perché ci fa più ridere ridere degli altri che guardarci. Una irrealtà totale all’interno della realtà. Una irrealtà in cui ti immergi in questa realtà e forse quasi vorresti farne parte.

E l’uomo bianco definisce “colorati” gli individui diversi da sé.

cosa meglio di colorare con i colori.

 i verdi sono un po’ tristi, è l’ultimo colore che proveranno ai confini della realtà si trova quella cosa che ti fa vedere come vediamo noi.

E non c’è differenza tra come noi vediamo e quello che sentiamo.

blu, bambini, 180

verdi, vecchi, 90

rosa, adulti, -75

il grandangolo per distorcere.

i colori escludono l’attenzione sulle persone, dando una possibilità di estraniarsene ed osservare la situazione. occhio per occhio

denti per dire

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Ai confini della realta’

The ‘street photography’ is a direct evolution of Paul Strand’s ‘straight photography’, with one difference, that we’re not interested today in showing what was in front of the camera. We’re using now the instruments that we own to comunicate something. We’re misunderstood and hesitant on the chance of worring or not about the instrument; because photography today is not just a skill exercise anymore, but a new way to describe what is here. Nothing of what Photography did till now, including FOTOLITISMO, has the space and freedom that Digital Technics permit us. The image generation that’s facing our doors, coming from the same fathers that it denies, is the first one to be free to express only what she thinks. And did we need a sensible eye to show you how absurd we are? A withdrawn eye who stares hardly the society. And we’re playing everyday to withdraw ourselves, because it’s easier to laugh about everyone else than to look at ourselves.
A total unreality inside reality. An unreality inside which you can immerge yourself inside this reality, and you want maybe to join it.

And white men call ‘coloured’ the people who are different from them.

What is better than colouring with colours.
Greens are quite sad, it’s the last colour that they’ll try.

What makes you see how we see is situated at the edge of reality.

And there’s no difference between how we see and what we see.
Blue, kids, 180
Green, old men, 90
pink, adults, -75
Quadrangle to distort.
Colours exclude the attention on people, giving the chance to renounce it and to observe the situation.
Eye for an eye
Teeth to talk

XZCVXbnmbvcx

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